Codice |
Descrizione prodotto |
Alc./Vol.% |
Pezzi per cartone |
| GV001 | Sangiovese Umbria Frate Sole cl 75 | 12° | 12 |
| GV013 | Sangiovese Umbria Frate Sole cl 37,5 | 12° | 24 |
| GV005 | Trebbiano Umbria Sorella Luna cl 75 | 11,5° | 12 |
| GV016 | Trebbiano Umbria Sorella Luna cl 37,5 | 11,5° | 24 |
| GV009 | Chianti DOCG Frate Sole cl 75 | 12,5° | 12 |
| GV011 | Grechetto Umbria IGT Sorella Luna Bordolese cl 75 | 12,5° | 12 |
| 269 | Il Santo cl 75 | 16° | 12 |
| 267 | Il Santo cl 37,5 | 16° | 24 |
Sangiovese
Il Sangiovese, specie di uva autoctona di origine toscana, è il vitigno più diffuso in Italia con una superficie coltivata
pari a circa il 10% dei vigneti totali. Col termine Sangiovese si definiscono in realtà un gran numero di varietà (cloni) nei quali si è differenziato il vitigno nei vari secoli e territori. Le due famiglie progenitrici sono il Sangiovese Grosso (cui appartengono il Brunello, da cui si produce l’omonimo vino, ed il Prugnolo Gentile da cui si produce il Nobile di Montepulciano) ed il Sangiovese Piccolo. Di foglia media, grappolo medio piccolo ed acino variabile, il Sangiovese germoglia precocemente mentre matura tardivamente. E’ perciò sensibile alle gelate e produce vini ricchi e longevi di elevata acidità e ricchi di tannini. Entra negli uvaggi di centinaia di vini tra i quali alcuni dei più prestigiosi vini italiani: Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano, Morellino di Scansano, Sagrantino di Montefalco, tra i più apprezzati per struttura, pienezza di gusto, eleganza e capacità di invecchiamento. I tentativi di impiantarlo in altre parti del mondo, particolarmente in Argentina ed in California, ha avuto scarso successo, producendo vini che poco assomigliano alle produzioni umbro-toscane.
Grechetto
Il Grechetto è un’uva autoctona, a bacca bianca, robusto e di sapore astringente, caratteristico della regione
umbra, in particolare nelle zone di Orvieto, Spoleto, Torgiano e Todi, zona quest’ultima dove la varietà acquista particolare qualità. Resistente al freddo e adattabile a vari tipi di terreno, produce vini bianchi di buona struttura, con aromi di noce e capace di unirsi ad altri vitigni importanti quali la Malvasia e lo Chardonnay in diversi assemblaggi. Uva antica, proveniente dalla Grecia, ma da non confondersi con il Greco, altro importante vitigno autoctono dell’Italia meridionale.
Trebbiano
ll Trebbiano è un’uva autoctona, a bacca bianca, coltivato anticamente come vitigno a duplice attitudine
(da vino e da tavola). Diffusa nel Lazio, in Italia meridionale, in particolare in Puglia, in Emilia Romagna, Umbria,
Marche e Abruzzo. Di foglia media, grappolo allungato ed acini medio-grandi, predilige terreni silicio-calcarei ben esposti. Probabilmente l’uva a bacca bianca più importante dell’Italia centrale e meridionale, quando utilizzata con alte produzioni, dà vini neutri e assai poco interessanti, ma con basse rese e vinificazioni accurate, conferisce al vino corpo e armoniosità e può dare vini di spessore e lunga durata. Se ne ricava un vino giallo verdolino, con profumi delicati, fruttato, maturo e floreale, caratterizzato da una maturazione tardi.
Chianti
Il Chianti è uno dei vini rossi italiani maggiormente conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. Viene prodotto in
Toscana, ed è spesso associato alla tradizionale forma del contenitore utilizzato ancora oggi per la vendita, il fiasco, una bottiglia dal collo stretto e dalla base molto larga ricoperta di paglia. Il nome Chianti oggigiorno identifica una zona geografica (in gran parte collinare) della Toscana centrale, caratterizzata da differenti condizioni geologiche, fisiche e climatiche, compresa fra le province di Firenze e di Siena. La produzione del Chianti avviene in una zona che comprende, oltre le province di Firenze e Siena, anche le province di Arezzo ad est del Chianti, Pisa e Pistoia a ovest e Prato (a nord). I vini a denominazione di origine controllata e garantita Chianti, all’atto dell’immissione al consumo, devono possedere le seguenti caratteristiche organolettiche: colore rubino vivace, tendente al granato con l’invecchiamento; odore intensamente vinoso, talvolta con profumo di mammola e con più pronunziato carattere di finezza nella fase di invecchiamento; sapore armonico, asciutto, sapido, leggermente tannico, che si affina col tempo al morbido vellutato.
Il Santo
Il vin santo è un tipo di vino da dessert. Questo vino tradizionale toscano-umbro è fatto con uva di tipo Trebbiano e Malvasia. Spesso si tratta di un vino dolce. Tradizionalmente il Vin Santo veniva prodotto raccogliendo i migliori grappoli e quindi appassendoli in modo deciso coricandoli su stuoie o appendendoli a ganci. Ad appassimento avvenuto le uve venivano pigiate ed il mosto veniva trasferito in caratelli di legni vari e di dimensione variabile (in genere tra 15 e 50 litri) da cui era stato appena tolto il Vin Santo delle produzione precedente. Durante questa operazione si prendeva cura che la feccia della passata produzione non uscisse dal caratello in quanto la si credeva responsabile della buona riuscita del Vin Santo stesso, tanto da chiamarla madre del Vin Santo. I caratelli erano sigillati ed in genere dislocati nella soffitta o comunque in un sottotetto in quanto si riteneva che le forti escursioni termiche estate-inverno giovassero alla fermentazione e/o ai sentori del vino. Generalmente si riteneva che tre anni di fermentazione/invecchiamento fossero sufficienti per la produzione di un buon vinsanto anche se alcuni produttori lo invecchiavano (e lo invecchiano tuttora) per più di dieci anni. Nella produzione moderna, invece si tende ad usare esclusivamente contenitori in legno nuovo o relativamente nuovo e ad innescare la fermentazione con l’inoculo di lieviti selezionati adatti alle alte concentrazioni zuccherine. Si tende, inoltre, ad avere per il Vin Santo le stesse regole igienico/sanitarie che si hanno per tutti gli altri vini e alimenti. Moltissimi produttori, comunque, aggiungono una minima quantità di madre per ricreare lo spettro dei sentori tradizionali.















